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Tutela dei beni cartacei

Il 2019 è l’anno del 500° anniversario della partenza di Ferdinando Magellano alle volte del suo tentativo di circumnavigazione del globo.
I dettagli di questa avventura ci sono pervenuti attraverso il manoscritto di Antonio Pigafetta. Questo documento ritrovato da Carlo Amoretti nel 1797, dopo essere stato dato per perduto, è oggi ritenuto uno dei più preziosi documenti sulle grandi scoperte geografiche del Cinquecento.
Casi come questo, verificatesi grazie alla fortunosa “sopravvivenza” di antichi manoscritti, sono alla base di quanto ha spinto la casa editrice Antipodes ad intraprendere il progetto Tutela dei beni cartacei in collaborazione con Demetrix s.r.l., impresa innovativa operante nel campo delle tecnologie dell’informazione.
Obiettivo principale è quello di monitorare l’ambiente di conservazione (archivi e teche) di importanti documenti cartacei del ‘600, ‘700 e ‘800 al fine di tutelarne il contenuto e preservarlo dal degrado fisico.
Infatti, il rischio maggiore a cui sono sottoposti beni fragili costituiti da carta, pergamene o altri materiali di origine biologica è quello di subire i danni causati da una cattiva conservazione.
Con lo strumento di monitoraggio di cui ci si è dotati è possibile tenere sotto controllo CO2, O3, SO2, polveri sottili, fumo, intensità luminosa, temperatura e umidità; fattori microclimatici e ambientali dai quali dipendono l’ingiallimento delle pagine, l’aggressione da parte di muffe e invertebrati, l’infragilimento dei materiali, ecc..
Un contributo piccolo ma concreto alla tutela dei beni culturali, con la speranza che iniziative come questa possano essere intraprese anche da altre realtà territoriali preposte alla conservazione e alla fruizione di opere d’arte di ogni genere.